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  • Moses Sabatini

Il mondo da vivere




Potremmo decidere di vivere in qualsiasi parte del mondo: scegliere un appezzamento di terreno e costruire la nostra casa, acquistare uno stabile già esistente, cambiarne gli arredi, coltivare il giardino o la terra che lo circonda. Selezionare le specie che preferiamo tra infinite varietà di fiori e piante. Mangiare ciò che produciamo, renderci autosufficienti dal punto di vista energetico grazie alle nuove tecnologie e alle risorse di cui disponiamo. Ciò che non possiamo scegliere, però, è l’ambiente stesso nel quale nasciamo e cresciamo; possiamo spostarci, cambiare sede, essere perfino nomadi, ma la nostra casa sarà sempre una sola: la Natura. È a lei che dobbiamo rivolgere le nostre cure. La Natura non va solo assecondata, ma preservata, accudita, nutrita. Non possiamo più domare ecosistemi che iniziano a ribellarsi o a collassare sotto le nostre azioni imprudenti. Non possiamo continuare a deturpare l’unico mondo che ci è stato dato, sul quale siamo solo ospiti, spesso invadenti. Ovunque posi il mio sguardo, la Natura mi parla mostrando le sue bellezze: il verde incontaminato dei pascoli, le montagne impervie ma rassicuranti con la loro imponenza, i fiumi, i laghi, i frutti selvatici e le siepi meravigliose che adornano poderi abbandonati, ormai tornati a far parte della vegetazione stessa, inglobati nei rovi che vi si avvinghiano con forza e noncuranza. Pur nelle sue manifestazioni più irruente, però, l’ambiente che mi circonda è fatto di elementi familiari, fraterni, che mi accolgono con gentilezza. Tutto mi fa pensare che potrei vivere in qualsiasi luogo io abbia visitato, restare per sempre o fermarmi soltanto per un’ora. Ne trarrei comunque benefici e insegnamenti, in qualche modo: che io veda con i miei occhi il trascorrere delle stagioni o lo immagini soltanto, potrei ugualmente sentire il calore dell’estate o il freddo dell’inverno, ammirare le foglie secche autunnali e quelle rigogliose della primavera. Penserei a come occuparmi della terra, quali sementi piantare, quando raccogliere i frutti nel rispetto dei tempi della Natura, e cosa trascurare o lasciare incolto: sarebbe questa la mia rivoluzione.


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